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Cronaca

Stop ai parti all’ospedale di Piario, via libera al piano Fazio del 2010

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Ha coinvolto anche l’ospedale di Piario la notizia giunta dal Ministero della Salute lunedì 12 dicembre, che prevede la chiusura dei punti nascita che registrano al di sotto dei 500 parti l’anno.

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Il Ministero della Salute ha deciso di chiudere i punti nascita al di sotto dei 500 parti l’anno. Fra i cinque ospedali di Regione Lombardia c’è anche l’Antonio Locatelli di Piario. La notizia che sta rimbalzando in queste ultime ore ha lasciato sconcertati i cittadini dell’Alta Valle Seriana.

Entra in vigore dunque il Decreto del cosiddetto Piano Fazio: si tratta di un provvedimento del governo, il cosiddetto Piano per la riorganizzazione dei punti nascita predisposto addirittura nel 2010 dall’allora ministro Ferruccio Fazio, che prevede la chiusura definitiva dei centri dove si effettuano meno di 500 parti all’anno.

Rinviato negli anni, ora il decreto dev’essere applicato, salvo in caso di deroga concessa, ad oggi, all’ospedale Morelli di Sondalo in provincia di Sondrio che potrà continuare a ospitare i parti, così come uno dei due tra il Moriggia Pelascini di Gravedona e Chiavenna.

Non c’è nulla da fare invece per l’Ondoli di Angera (401 parti l’anno), il Locatelli di Piario (424), l’Oglio Po di Casal Maggiore (401) e il Broni-Stradella (457).

“Avremmo voluto non solo tenerli aperti, ma anche metterli in sicurezza – ha dichiarato il Presidente di regione Lombardia, Roberto Maroni -. Porre un limite di nascite ha certamente senso, per garantire la sicurezza di chi si rivolge a queste strutture, perché può esserci una complicazione importante nel cuore della notte e bisogna essere certi che qualunque struttura sia in grado di intervenire. Ma noi eravamo disposti a garantirla comunque”.

“Purtroppo il Ministero – ha spiegato Maroni – non ha voluto darci la deroga. Credo lo abbia fatto per evitare anche che noi sviluppassimo un modello che smentisse che al di sotto delle 500 nascite l’anno non vi sia sicurezza. Noi saremmo stati in grado di dimostrare il contrario, sarebbe stato sufficiente investire risorse. Trattandosi di un obbligo che ci viene imposto dal Governo, non possiamo fare altro che aderire a queste disposizioni, attuandole. I cittadini devono però sapere che la decisione è stata presa dal Governo e non da noi”.

La lettera del Ministero

Il Governatore Maroni ha pubblicato sul suo profilo Facebook la lettera del Ministero dove si legge la decisione della chiusura – o più precisamente della mancata deroga – del punto nascita di Piario.

Il documento, firmato dal Direttore Generale, precisa che la data della cessata attività verrà resa nota più avanti.

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2 Commenti

1 Commento

  1. ERIK PERSICO

    12 Dicembre 2016 at 18:46

    La sicurezza l’abbiamo sempre garantita noi di Croce Verde Albino unitamente all’equipe della neonatologia dell’ASST Bergamo Papa Giovanni, in caso di emergenza, con tempi celeri e da tempo immemore e molto prima di Maroni. Anzi molto prima anche di Formigoni. Ma lo sapevamo da tempo.

  2. Mario

    12 Dicembre 2016 at 19:53

    Grazie tante alle mamme abitanti in zona che in questi anni hanno deciso di partorire a seriate o alzano. Poi lamentiamoci se non ci sono i servizi. A piario si nasceva splendidamente!

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