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Cronaca

Albino, bulli senza biglietto sull’autobus minacciano l’autista – la lettera denuncia

Ad Albino un gruppo di ragazzi senza biglietto ha minacciato l’autista dell’autobus che ha scritto una lettera per denunciare una situazione sempre più difficile. E’ una lettera spiazzante per certi versi, quella che ci è giunta in redazione nel pomeriggio di domenica 7 maggio: un autista della Sab, che per evitare ritorsioni intende restare anonimo, nel pomeriggio […]

Ad Albino un gruppo di ragazzi senza biglietto ha minacciato l’autista dell’autobus che ha scritto una lettera per denunciare una situazione sempre più difficile.

E’ una lettera spiazzante per certi versi, quella che ci è giunta in redazione nel pomeriggio di domenica 7 maggio: un autista della Sab, che per evitare ritorsioni intende restare anonimo, nel pomeriggio di sabato 6 maggio è stato minacciato da un gruppo di ragazzi saliti sull’autobus ad Albino senza biglietto.

L’uomo, riflettendo anche sulla modifica del contratto che si sta discutendo proprio in questi giorni che vedrebbe gli autisti responsabili anche del controllo del documento di viaggio, denuncia quanto accaduto con una lettera indirizzata alla direzione della Sab, la società di gestione e al Comando dei Carabinieri di Clusone intervenuti sul posto per risolvere la situazione.

“Chiedo se possibile di pubblicare la mia lettera – commenta l’autista –  nel tentativo di dimostrare a tutti i vostri lettori com’è diventato difficile e in alcuni casi pericoloso svolgere la professione di conducente di autobus di linea. Anche perchè probabilmente la situazione ben presto diventerà più accentuata visto che l’azienda ha intenzione di inserire l’obbligo da parte degli autisti di effettuare la controlleria dei titoli di viaggio sempre e in ogni circostanza. Infatti proprio in questi giorni l’Azienda e le Organizzazioni Sindacali stanno trattando questo tema, insieme ad altri, cercando di firmare un accordo sindacale Aziendale”.

La lettera denuncia

Con la presente, nel più totale spirito di collaborazione e prevenzione dei rischi, sento il dovere di metterLa a conoscenza di un gravissimo fatto che mi è capitato sabato 6 maggio 2017 mentre svolgevo il turno di lavoro n°34 con la corsa delle ore 16:40 (Albino St.- Cene C.tro – Gazzaniga).

Arrivato al capolinea di Albino St., in perfetto orario, con la corsa delle ore 16:25 partita da Gazzaniga (via Cene C.tro), dovevano ancora scendere i quattro passeggeri presenti, quando, con modi irruenti e focosi , sono letteralmente piombati a bordo dell’autobus 8 ragazzi; in seguito sono salite altri due persone, un nostro abituale passeggero e un’altra ragazza. Visti i modi con cui questo gruppo di ragazzi si è fiondato sull’autobus (hanno perfino urtato in malo modo uno dei passeggeri che stava scendendo), ho deciso, a mio rischio e pericolo e considerato che avevo 3 minuti di tempo per la partenza, di effettuare il controllo dei titoli di viaggio di tutti i passeggeri saliti a bordo. La ragazza e il nostro abituale cliente avevano il biglietto regolarmente obliterato, mentre 6 degli 8 ragazzi alla mia richiesta di esibire l’abbonamento o altro titolo di viaggio hanno iniziato a ridere e a prendermi in giro dicendomi frasi del tipo: “Tu sei l’autista mica il controllore”, “Io non ho il biglietto, fammi la multa”. Gli altri 2 ragazzi dello stesso gruppo invece hanno esibito l’abbonamento scolastico. Ho invitato gentilmente i 6 ragazzi sprovvisti di titolo di viaggio a scendere dall’autobus, ma questi si sono rifiutati e hanno continuato a ridere. Ho ripetuto con modo più deciso l’invito a scendere, ma questi hanno continuato a prendermi in giro. Visto che la situazione si stava surriscaldando, ho chiamato il numero di emergenza (112) richiedendo l’intervento dei Carabinieri. La centrale operativa del 112 mi ha messo in contatto con la Caserma dei Carabinieri di Clusone a cui ho raccontato quello che mi stava capitando evidenziando il fatto che questi ragazzi stavano praticamente bloccando un autobus in servizio pubblico. I 5 ragazzi che precedentemente non volevano scendere dall’autobus, quando hanno capito che la faccenda stava diventando seria e che da lì a poco sarebbero intervenuti i Carabinieri, sono scesi dall’autobus. Uno dei 5 ragazzi passandomi a fianco mi ha detto: “Ma a te ti pagano doppio per fare anche il controllore? Stai bene attento, noi siamo sempre qui alla Stazione e prima o poi ci incontreremo di nuovo e ne riparliamo, stai attento amico!”. Sono rimasti a bordo gli altri 3 del gruppetto (i due con regolare abbonamento e l’altro senza biglietto). Nel frattempo mi sono scusato per l’imprevisto con gli altri due regolari passeggeri i quali hanno capito la delicata situazione. Mentre aspettavamo che arrivassero i Carabinieri, un paio dei ragazzi del gruppetto che erano scesi continuavano ad aggirarsi attorno all’autobus lanciandomi degli sguardi di sfida e facendomi gesti molto volgari.

Quando sono arrivati i Carabinieri, dopo circa venti minuti, i due amici del gruppetto con regolare abbonamento sono scesi e sono spariti in fretta, stessa cosa stava per fare anche quello che era rimasto a bordo senza biglietto e l’altro che mi faceva i gestacci, ma prima che sparissero ho avuto il tempo per segnalarli ai Carabinieri che nel frattempo erano scesi dalla volante e che li hanno bloccati chiedendo loro i documenti. Visto e considerato che c’erano ancora a bordo i due regolari passeggeri che stavano aspettando di partire, ho chiesto al Brigadiere se potevo andare spiegando che avevo già 30 minuti di ritardo sulla partenza prevista; dopo aver anch’io consegnato i documenti sono potuto ripartire. Ho avuto il tempo di sentire che il Brigadiere si rivolgeva ad uno dei ragazzi come se avesse già avuto a che fare con lui per casi simili.

Questa è la descrizione di quello che è accaduto. Ora mi permetto di fare alcune considerazioni.

1.Nelle corse precedenti, ho visto che erano in servizio ad Albino St. le guardie giurate ingaggiate dalla SAB. Purtroppo (era indispensabile un’immediata assistenza), nei 30 minuti che sono stato fermo ad aspettare i Carabinieri, non si sono visti, sicuramente perché stavano controllando la linea centrale Albino St. – Gazzaniga – Clusone. Credo sia stato proprio questa la causa di quel grande affollamento di tutti quei ragazzi “portoghesi” sulla linea che resta meno controllata (Albino St. Cene C.tro Gazzaniga).

2.Se i Carabinieri che intervengo alle nostre chiamate per questi identici motivi, non possono fare nulla se non chiedere i documenti, questi “portoghesi” impuniti continueranno a comportarsi così. Forse l’azienda si dovrebbe far carico di effettuare una denuncia per interruzione di pubblico servizio, così, con la giusta punizione, forse questi “portoghesi” la smetterebbero di salire a bordo degli autobus senza biglietto. Sarebbe un atto di rispetto nei confronti dei passeggeri con regolare titolo di viaggio, di tutela dei dipendenti e un aiuto per le forze dell’ordine.

3.Noi dipendenti sappiamo che, in questi giorni, è in discussione tra azienda e le Organizzazioni Sindacali un confronto accesso per la firma di un accordo aziendale per il nuovo PDR , in cui tra l’altro, l’azienda pretende che venga inserito l’obbligo (obbligo che non è previsto neppure nel nostro contratto di lavoro Nazionale) da parte degli autisti di effettuare sempre e in ogni caso se non si vuole rischiare un  provvedimento disciplinare la controlleria a bordo di tutti gli autobus. Ritengo che la controlleria obbligatoria sempre in ogni circostanza e su ogni corsa sia una cosa impossibile da effettuare, in molti casi ciò non risulta possibile neppure a una coppia di guardie giurate in divisa ed armate, come potrà diventare possibile per un solo autista già concentrato e impegnato alla guida? Se dovesse diventare un obbligo, chissà quante volte gli autobus rimarranno fermi ad aspettate l’intervento delle forze dell’ordine, facendo accumulare forti ritardi a tutti gli altri utenti regolari, per non parlare delle tante coincidenze tra autobus e TEB o tra autobus e autobus che salterebbero.

Concludendo, io sabato ho terminato il turno di lavoro con oltre 30 minuti di ritardo (ritardo non retribuito) e penso di aver fatto anche ben oltre il mio dovere di semplice autista. La cosa negativa è che purtroppo sono arrivato a casa dai miei bambini di 4 e 5 anni e da mia moglie molto nervoso, preoccupato e impaurito. Considerate le minacce ricevute, tuttora temo davvero che un giorno o l’altro quel gruppetto di ragazzi che sosta tutto il pomeriggio presso la Stazione di Albino possa mettere in atto gesti di violenza nei miei confronti.

Confidando nel fatto che l’Azienda prenda in considerazione ciò che ho segnalato, ringrazio per l’attenzione e porgo i miei cordiali saluti.

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