In merito alla centralina di Alzano Lombardo si esprimono l’assessore regionale Claudia Terzi e il consigliere regionale Roberto Anelli che chiedono alla Provincia di assumersi le proprie responsabilità

Il cantiere ad Alzano Lombardo

“Capisco la campagna elettorale, che probabilmente per Rossi è già partita, ma fare falsa informazione è inaccettabile. Come ben sa (o dovrebbe sapere) il Presidente della Provincia, l’autorizzazione per l’impianto in questione è provinciale e non regionale! Nessuna colpa, quindi, può essere imputata a Regione Lombardia”.

A fare queste affermazioni sono l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Terzi e il consigliere regionale, Roberto Anelli, che intervengono nel dibattito in merito alla realizzazione di una centralina idroelettrica ad Alzano Lombardo.

“Per essere intellettualmente onesti – prosegueno i due in una nota – è doveroso ricordare, al presidente Rossi, che se la Provincia avesse ravvisato delle inadempienze o incongruenze, sia dal punto di vista paesaggistico sia per quanto riguarda la compatibilità ambientale, avrebbe avuto tutta l’autorità e il potere di bloccare la concessione. Forse, a qualcuno, è sfuggito qualche passaggio della normativa. Gli consigliamo di rileggerla”.

Le dichiarazioni fanno riferimento a quanto commentato in questi giorni dal presidente della Provincia Matteo Rossi incalzato anche dal gruppo “Io sto con le oche del Serio” che si sta mobilitando per la salvaguardia dell’area naturalistica minacciata dai lavori della centralina (leggi di più qui). “Ho seguto la vicenda – ha detto Rossi – ma sinceramente non so come posso essere utile. Il rilascio di questi permessi deriva da leggi regionali che gli uffici competenti provinciali si limitano ad applicare”.

“L’esclusione dalla Via – precisano i due esponenti della Lega Nord – è sì stata fatta da Regione Lombardia in osservanza della legge nazionale (art 20 del dlgs 152/2006 e art 6 della lr 5/2010). La Provincia però doveva gestire la procedura di autorizzazione effettuando una serie di valutazioni, anche ambientali, per approfondire il progetto. Questo passaggio avrebbero potuto determinarne cambiamenti, anche radicali, nonché un rigetto dell’opera”.

“Bisognava pensarci prima – conclude il comunicato – la Provincia ha ritenuto idonea questa centralina e ora si assuma le proprie responsabilità. È inutile puntare il dito contro la Regione, ci vuole serietà”.

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