Le ordinanze “antiprofughi” emanate in diversi Comuni della bergamasca, su invito della Prefettura, sono state revocate anche nei Comuni di Alzano Lombardo e Ardesio.

“Ho annullato l’ordinanza il 26 ottobre dopo aver avuto rassicurazioni telefoniche dal Prefetto nella serata di giovedì 19 ottobre in merito all’impegno affinché il comune di Alzano fosse preventivamente notiziato sull’arrivo di persone richiedenti asilo sul proprio territorio, come ragionevolezza impone”. Camillo Bertocchi, sindaco di Alzano Lombardo, spiega così la decisione di revocare l’ordinanza “antiprofughi” che aveva emanato, come molti altri Comuni della provincia di Bergamo, per chiedere ai cittadini di avvisare con anticipo il Comune in caso volessero accogliere richiedenti asilo.

Dopo la bocciatura da parte della Prefettura (leggi qui), che aveva ritenuto tali provvedimenti di dubbia legittimità, in diversi comuni hanno ritirato le ordinanze tra qui quello di Ardesio, citato in giudizio dalla Cooperativa Ruah che gestisce l’accoglienza migranti in provincia (leggi qui).

“Avrei preferito un impegno scritto – continua Bertocchi – come richiesto nella mia lettera del 17 ottobre, ma il principio di leale collaborazione a cui sempre ispiriamo le nostra azione e soprattutto l’onore sulla parola data, mi hanno indotto ragionevolmente ad annullare l’ordinanza”.

Ad esprimere soddisfazione per le revoche Asgi, Cgil e Cooperativa Ruah (leggi qui).

Uno stralcio della lettera inviata da Camillo Bertocchi alla Prefettura il 17 ottobre

In riferimento a quanto in oggetto, nel rispetto del principio costituzionale di leale collaborazione e con il massimo rispetto istituzionale dei ruoli, pensiamo sia nei diritti dei Sindaci essere preliminarmente informati dell’arrivo nei rispettivi comuni di persone richiedenti asilo. Ciò lo direbbe la ragionevolezza o quanto meno il rispetto istituzionale prima che: leggi, regolamenti od ordinanze.

Appare chiaro a tutti che se ci fosse l’impegno della Prefettura ad informare preliminarmente i Sindaci del trasferimento nei comuni di persone richiedenti asilo, le ordinanze emesse diventerebbe perfettamente superflue.

Nel merito peraltro si evidenzia che il comune di Alzano Lombardo in data 21.08.2017 ha anticipato alla Prefettura di Bergamo la bozza di ordinanza in epigrafe come previsto dall’art. 54 c. 4bis del D.Lgs. 267/2000 e s.m.i., non ricevendo al riguardo alcuna eccezione. Con la medesima comunicazione informava il Prefetto che l’ordinanza era assunta nelle more di approvazione di un apposito regolamento, peraltro depositato il medesimo giorno presso la competente area comunale per l’istruttoria tecnica.

Si comprenderà quanto sia difficile, invocare la leale collaborazione per chiedere di revocare un’ordinanza che ha il solo fine di sapere ciò che avviene nel comune che si governa.

Per quanto indicato Le chiedo, con grande rispetto, di valutare nuovamente la fondatezza delle censure rappresentate nella sua nota o, al contrario, impegnarsi a garantire a tutti i Sindaci quella leale collaborazione che consentirebbe agli stessi di essere notiziati, per scritto e con congruo anticipo, sull’arrivo nei comuni di persone richiedenti asilo.

Pertanto, laddove dovessero essere confermate le censure poste, per puro spirito di ragionevolezza, si procederà all’annullamento dell’ordinanza, previa formale rassicurazione da parte di Codesta Prefettura di ricevere dalla medesima nello spirito di leale collaborazione, in via preventiva, comunicazione delle notizie richieste in ordinanza, necessarie per un giusto e corretto governo della città.

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