Sabato scorso sono stata invitata a Curno nella palestra Hut Fit per tenere il secondo workshop di twerk out fitness nel circuito di questa catena di palestre, portando quindi una che per me non è ormai una novità ma per molte ragazze sì ed è sempre interessante percepire le reazioni delle persone che si affacciano con curiosità per la prima volta verso una nuova realtà. Colgo quindi l’occasione di questo evento per parlane qui di nuovo come circa un anno fa, ma in modo più approfondito.

Tutti ne parlano, tutti lo guardano. Ma pochi ne conoscono veramente il significato e le origini.

TWERK è un neologismo creato dall’unione di twist e jerk che dall’inglese letteralmente significano ruotare e sobbalzare. Le azioni di circonduzione e  scuotimento del bacino sono le caratteristiche specifiche previste in questo che è considerato un nuovo stile di ballo, che ha conosciuto sviluppo e successo anche nel mondo vip negli ultimi recentissimi anni.

Nel 2013 il twerk viene conosciuto internazionalmente perché ballato dalla cantante famosa statunitense Miley Cyrus agli mtv video music awards. Dopo di lei, numerose sono le pop star che si sono esibite nel twerking, da Nicki Minaj a Rihanna, facendo di questo ballo una vera e propria moda, seppur da molti contestata per la sua carica erotica.

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Nello stesso anno questo termine per la prima volta viene inserito perfino nel prestigioso Oxford Dictionary Online, definendolo come “ballare una musica famosa in un modo sessualmente e provocante, che coinvolge i movimenti di spinta dell’anca in una posizione accovacciata”.

Non esiste fonte certa che determina chi sia stato a definire twerk/twerking questa particolare forma di danza, ciò nonostante è risaputo che il primo a nominarlo è stato nel 2000 il duo Hip hop di Atlanta Ying Yang, nel brano intitolato “ Whistle While You Twurk”.

Recenti studi antropologici hanno stabilito che le origini del twerk sarebbero comunque più remote. Si nota un netto collegamento con alcune danze tribali tipiche nei villaggi di Dabou in Costa D’avorio, dette “MAPOUKA” dove il movimento di bacino e natiche a tempo di musica era parte primaria di importanti riti propiziatori per la fertilità.

VIDEO MAPOUKA:

Oltre che alle danze tradizionali  africane, il twerking sembrerebbe ispirarsi alla danza del ventre, con cui condivide alcune movenze circolatorie e il concetto di isolamento del bacino dal resto del corpo, ma con la differenza che il baricentro nel twerk è spostato indiscutibilmente più indietro. Il contatto tra le due culture è avvenuto con tutta probabilità nelle aree dell’Africa settentrionale, per poi giungere negli Stati Uniti attraverso la deportazione degli schiavi. Infatti la prima forma di twerking moderno detto “bouncing” è originario della zona di New Orleans.

Il twerk non appartiene alla cultura italiana, nel nostro paese dunque sono rare le opportunità per impararne la tecnica base correttamente, sperimentarne i diversi passi o ballarlo in locali pubblici, perché sono altrettanto rare le persone formate professionalmente per mostrarlo o insegnarlo. Attualmente nel mondo solo la ceca Anet Antošová propone workshop di twerk a livello mondiale e corsi di formazione per insegnanti perlopiù a Praga. La russa Elena Ninja-Bonchinche, meglio conosciuta come “Fraules” è la fondatrice della prima scuola dedicata al twerk e vougue.

Le persone che propongono twerk e ne diventano “autorità” vengono definite come “twerk queen”. Non esiste un elenco aggiornato o albo ufficiale in cui si verifica l’attendibilità delle diverse performers perché questo mondo è recente e in via di sviluppo. Esistono però dei twerk contest la cui giuria ne elegge qualcuna ogni volta con premi e riconoscimenti.

Personalmente ho scoperto nel 2014 il twerk e ho iniziato un costante percorso di perfezionamento, frequentando svariati corsi, eventi e workshop, per citarne solo i più significativi nel 2015 il primo ufficiale workshop in Italia di dancehall e twerk di Anet Antošová a Torino e sempre nello stesso anno il suo corso vero e proprio di formazione per istruttori, poi nel 2017 i due giorni intensivi di workshop di twerk, vogue e choreomix di Fraules a Roma e sempre nel 2017 lo workshop di twerk tecnique e twerk choreo di Tinze sempre nella capitale.

Le mode, si sa, evolvono e da sempre prendono spunto dall’autorevolezza del passato o dalle culture diverse, aggiungendo sfumature e contorni nuovi. Così avviene ultimamente anche nel fitness il cui panorama è spesso variegato e aggiornato da nuovi fitness trend nascenti.

In questo clima di studio e innovazione ho creato nel 2016 la disciplina “Twerk Out Fitness by G”. Una lezione classica di Twerk Out dura generalmente un’ora e dopo un adeguato riscaldamento di tutti i distretti muscolari, nessun escluso nonostante il twerk preveda settorializzazione, si impara la tecnica dei passi base, ci si tonifica costantemente in posizione fitness di squat con le sue varianti e si fa cardio ballando semplici coreografie. Questa lezione dunque è un allenamento completo per gambe e glutei soprattutto ma anche braccia e addominali. Ha numerosi benefici tra cui a livello cardiovascolare, tonificante e psicologico. La propria autostima infatti va aumentando quanto più si padroneggiano la tecnica e le coreografie.

Ti ho incuriosita? Vieni a provarlo, la prima volta è sempre gratuita!

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Namasté!

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