Fabio e Michele Confalonieri, padre e figlio di Rovetta, hanno corso e concluso insieme la Maratona di New York. E pensano ad un progetto dedicato a padri e figli.

Michele e Fabio alla partenza

Fabio e Michele Confalonieri hanno molto in comune: sono padre e figlio di Rovetta e da qualche anno condividono la passione per la corsa che li ha portati a correre – e concludere – la Maratona di New York lo scorso 3 novembre. Ma non è sempre stato così. Nella loro vita, come nella vita di ogni genitore e figlio, ci sono stati momenti sì e momenti no che si sono equilibrati con la spinta che la corsa ha saputo dare ai loro obiettivi comuni.

Fabio ha 49 anni e ha un’agenzia finanziaria a Clusone mentre Michele ha 28 anni e lavora alla Brembo. Con loro, in quell’avventura che è stata la Maratona più partecipata al mondo (quest’anno hanno partecipato 60mila persone), anche un’altra coppia padre e figlio: Tullio e Marco Lanfranchi, 54 e 29 anni sempre di Rovetta.

Ma facciamo un passo indietro, quando ad avvicinarsi alla corsa è stato papà Fabio. “Nel 2016 ho iniziato a correre – spiega Fabio – e ho subito trovato in questo sport, non solo una valvola di sfogo, ma un incentivo a migliorare. Correre ti fa stare bene. Tant’è che pochi mesi dopo, nell’ottobre dello stesso anno, ho partecipato alle mie prime Maratone a Torino e New York”. Quella volta Michele era andato come spettatore e sostenitore del papà, senza pensare che pochi anni dopo lui stesso avrebbe portato a termine i 42 km e 195 metri.

“Ho sempre giocato a calcio – incalza Michele – poi ho iniziato a correre, provando la stessa passione di mio padre e partecipando con lui a delle gare sul territorio. Ciò ci ha unito molto, permettendoci si supportarci a vicenda in uno sport che richiede costanza e fatica”.

L’idea di partecipare ad una Maratona insieme, si è concretizzata domenica 3 novembre quando Fabio e Michele hanno intrapreso lo spettacolare tracciato, che attraversa i cinque grandi distretti della città di New York, concludendolo la corsa in poco più di 4 ore.

“Il risultato non conta – continua papà Fabio -, poteva andare meglio ma il nostro obiettivo era concluderla. Ci eravamo preparati, non solo fisicamente, ma anche di testa. Michele però ha avuto dei problemi ad un piede per diversi chilometri, stava mollando ma l’ho aiutato a reagire e verso la fine, quando io stavo cedendo, è stato lui la mia carica. Correre una Maratona con un figlio è spettacolare, perché correre una gara di questo tipo è un po’ come correre la vita, con i suoi momenti belli e brutti. E insieme abbiamo affrontato tutto al meglio. E’ stata un’esperienza incredibile”.

Da sinistra: Fabio, Michele, Tullio e Marco

Con loro ai nastri di partenza Tullio e Marco Lanfranchi, entusiasti di questa loro prima Maratona insieme. “Solitamente partecipo a gare di trail – spiega Marco – e non nego che amo di più la montagna della strada. Ma la Maratona di New York ha qualcosa di magico: a partire dal pubblico stratosferico fino agli scenari unici. E’ stato bellissimo”.

I quattro hanno anche avuto modo di godersi qualche giorno da turisti nella grande mela, prima di rientrare in alta Val Seriana e riprendere i ritmi di sempre, compresi gli allenamenti insieme.

“Ringraziamo la Polisportiva Alta Valseriana – concludono – e in particolare Daniele Vuerich per il suo impegno soprattutto nell’organizzazione”.

E i prossimi obiettivi?

Intanto Michele ha aperto una pagina Facebook e Instagram dal nome “Dads and Sons Team” con la volontà di diffondere la cultura di padri e figli che corrono insieme. “A breve sarà online anche il sito internet che spiega il mio progetto – dice Michele -. Sarebbe bello trovare qualche sponsor e concludere il circuito delle World marathon major, le sei maratone più importanti al mondo ovvero quello di New York, Boston, Chicago, Londra, Berlino e Tokyo”. Chissà, magari un giorno parleremo proprio di questa impresa.

Per maggiori informazioni la pagina Instragam è consultabile qui.

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