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Senato, un’interrogazione sul caso Alzano e il ruolo del DS già condannato in primo grado

E' stata presentata oggi in Senato un'interrogazione indirizzata al Ministro della Salute Speranza relativa al caso dell'ospedale di Alzano Lombardo riguardo alla gestione dell'emergenza Covid-19.

E’ stata presentata oggi in Senato un’interrogazione indirizzata al Ministro della Salute Speranza a firma del Senatore del Movimento 5 Stelle Elio Lanutti relativa al caso dell’ospedale di Alzano Lombardo riguardo alla gestione dell’emergenza Covid-19.

Tra le premesse vengono citati i servizi giornalistici che hanno focalizzato l’attenzione sui dubbi relativi alla gestione dell’ospedale: in particolare si fa riferimento alla puntata di Report andata in onda il 6 aprile su Rai Tre e alle testimonianze pubblicate da Valseriana News.

L’interrogazione a risposta scritta è indirizzata anche al ministro delle Attività Produttive e al ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie.

Il testo pone l’accento sulla mala gestione dell’ospedale Pesenti Fenaroli facente parte dell’ASST Bergamo Est con riferimento al ruolo del Direttore Sanitario Roberto Cosentina, condannato il 31 gennaio a 2 anni e 6 mesi in primo grado per omessa denuncia verso un medico (Leonardo Cazzaniga), soprannominato «dottor morte».

Nel testo si riporta l’attenzione anche alla gestione delle attività produttive e alle corresponsabilità di Regione Lombardia.

Il testo dell’interrogazione

Per sapere – premesso che:

lunedì 6 aprile 2020 su Rai Tre è andata in onda la puntata di “Report” sull’emergenza coronavirus dal titolo “La zona grigia”. Le telecamere del programma sono andate a Bergamo, la provincia con il più alto numero di morti e di contagiati in Italia. In particolare, il programma ricostruisce, con testimonianze inedite, quello che è successo a Nembro, Alzano Lombardo, nella stessa Bergamo, dove – ipotizza la trasmissione – a influire su scelte sbagliate, di cui si paga ancora oggi il prezzo in termini di vite umane, sarebbero stati gli errori della politica regionale e la pressione esercitata dagli industriali, che si sono opposti, fino a quando hanno potuto, alla dichiarazione di zona rossa per la Val Seriana, per poter continuare la produzione negli stabilimenti di una delle aree più industrializzate del Paese. Dati ufficiosi, basati sulle statistiche ufficiali dei decessi dei Comuni della provincia, parlano di quasi 5.000 morti;

nel programma si evidenzia che il 28 febbraio scorso, Confindustria Bergamo, ha invitato i propri iscritti a utilizzare i propri canali social per infondere ottimismo all’insegna dell’hashtag “Yeswework”, per tranquillizzare gli investitori stranieri. Non solo, diffonde un video che mostra ottimismo, benché la situazione sanitaria sia già precipitata, e ha diffuso il video “Bergamo is Running”;

nel servizio viene mostrato che quello stesso 28 febbraio il presidente locale di Confindustria, Marco Bonometti, intervistato per radio su un canale Rai, dice che «la gente può tornare a vivere come prima». A smentire le parole, però, è purtroppo il numero dei contagi, passati in una settimana dai primi 2 registrati ad Alzano Lombardo, a 220. Oggi, nella provincia di Bergamo, i positivi sono quasi diecimila, tanto che gli stessi industriali hanno finalmente ammesso che «quel video è stato un errore»;

l’ospedale Pesenti Fenaroli di Alzano Lombardo è stato chiuso alle 15.30 del 23 febbraio a causa di due casi scoperti di Covid-19. Alle 18, però, la struttura è stata completamente riaperta, anche al pubblico, senza che fosse stata nemmeno sanificata. E nei giorni seguenti l’ospedale ha continuato a restare aperto, e il personale sanitario al suo interno a girare senza mascherine e senza aver fatto nessun esame per accertarne l’eventuale positività;

“Report” ha, poi, rivelato che una paziente positiva al Coronavirus anziché essere prontamente isolata, è stata mandata in reparto. A raccontare la storia il figlio della signora deceduta, Francesco Zambonelli, che al programma di Raitre ha raccontato: «Mia madre si era recata in ospedale per uno scompenso cardiaco, ma durante gli altri ricoveri non aveva mai avuto febbre, invece questa volta ha avuto anche crisi respiratoria e dopo due giorni di agonia è morta». Sempre l’infermiere del pronto soccorso di Alzano: «Ci sono stati così pazienti che sono stati gestiti senza la consapevolezza di quello che stava succedendo». In altre parole, per giorni è stata prolungata la promiscuità, permettendo così al virus di diffondersi velocemente, anche tra coloro che si sono recati in quel periodo al pronto soccorso per altre patologie;

Considerato che:

il direttore sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est, responsabile dell’ospedale di Alzano, colui che avrebbe deciso la riapertura dell’ospedale, Roberto Cosentina, in quota è stato condannato il 31 gennaio a 2 anni e 6 mesi in primo grado per omessa denuncia verso un medico (Leonardo Cazzaniga), soprannominato «dottor morte». Cazzaniga è stato condannato all’ergastolo per la morte di dodici pazienti terminali ai quali, secondo i giudici, avrebbe somministrato un sovradosaggio di farmaci con la chiara intenzione di uccidere. Se ne vantava al telefono con l’amante, infermiera nello stesso ospedale. Ebbene, nonostante la condanna, Cosentina non è stato rimosso. La Lega, il suo partito, l’ha protetto. Come lo continua a proteggere ancora.

Inoltre, a quanto risulta all’interrogante:

la giornalista di “Valseriana News” Gessica Costanzo, ha denunciato il fatto che molte imprese in Val Seriana hanno riaperto la produzione, in deroga al decreto governativo. Anche le industrie che palesemente non possono essere catalogate tra quelle essenziali;

Gessica Costanzo ricostruito nelle sue inchieste che i malati di Covid sono stati trasportati in ospedale solo quando son in condizioni disperate e che molti di loro sono morti a casa loro, senza aver ricevuto l’assistenza dovuta e senza essere conteggiati tra le vittime di Covid;

la reporter ha anche affermato che ai parenti prossimi deceduti per coronavirus non è stato fatto il tampone, costringendoli a una quarantena volontaria e rischiando, così, una volta usciti dalla eventuale quarantena di essere ancora infetti.

Infine:

dal servizio di “Report” è emerso che alla maggior parte dei pazienti delle Rsa della provincia di Bergamo non è stato fatto il tampone e le strutture sono rimaste aperte al pubblico per giorni dopo l’inizio dell’epidemia e le stesse sono state utilizzate per parcheggiare alcuni malati di Covid, per allentare la pressione sugli ospedali della zona. Entrambe decisioni che hanno portato alla diffusione del virus in tutte le Rsa e alla morte di almeno 600 ospiti, su 6.000 in totale.

Si chiede di sapere:

se i Ministri siano informati sulla vicenda;

se il ministro della Salute non ritenga di dover approfondire l’operato del direttore sanitario dell’Azienda socio sanitaria territoriale Bergamo Est, Roberto Cosentina;

se il ministro delle Attività Produttive non ritenga necessario accertare se a Bergamo i decreti governativi siano stati violati da aziende della provincia;

se il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie intenda verificare se la Regione Lombardia abbia avuto un comportamento nei limiti delle sue competenze e non abbia in nessun caso coperto comportamenti scorretti da parte di ufficiali pubblici o politici locali.

Elio Lannutti

Tutti i diritti riservati ©

3 Commenti

  • . ha detto:

    I fatti di questi giorni mi hanno riportato alla memoria una cosa che mi disse un vecchio saggio molti anni fà, bisogna lavorare per vivere non per arricchirsi.

  • Luigi ha detto:

    Incredibile…ma non troppo in Italia! il direttore che prima “nasconde” un serial killer di un suo ospedale e anzichè fargliela pagare, lasciano che porti lui stesso la morte in un altro ospedale!!!

  • elia capitanio ha detto:

    ricoverata d’urgenza ad Alzano unico ospedale che nella zona avesse posto per me è cominciato un incubo.In quella struttura ho preso il Colibatter mai nessuno mi fece gli esami delle feci.Personale da paura, medici a cui non potevi chieder nulla.Pulizia bagni una volta al giorno cooperativa alle 6 di mattina. Se si guardano le statistiche lo si poteva capire anche prima

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