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“Commissione d’inchiesta regionale? Una barzelletta. E siamo più soli di prima”

"Commissione d'inchiesta regionale? Una barzelletta. E siamo più soli di prima". L'analisi del Comitato Noi Denunceremo dopo l'insediamento tardivo della Commissione d'inchiesta

Come sempre l’analisi del Comitato Noi Denunceremo, che raccoglie 67.000 persone da tutta Italia (in particolare dal Nord e dalle province più colpite dalla pandemia da Covid19), è lucida e diretta. Luca Fusco, presidente del Comitato, e Consuelo Locati, legale del Comitato, spiegano come si sentono i parenti delle vittime dopo l’insediamento tardivo della Commissione d’inchiesta regionale.

I lombardi sono stati abbandonati dal Governo e dalla Regione prima, durante e dopo l’emergenza

“I lombardi sono stati abbandonati dal Governo e dalla Regione prima, durante e dopo l’emergenza – raccontano -. Prima, quando bisognava fare i piani pandemici a livello nazionale e subnazionale, ma non e’ stato fatto con conseguente grave carenza di posti letto, tamponi per mappare il virus e di dispositivi di protezione individuale per i nostri medici. Durante, quando nessun rappresentante politico di rilievo si e’ mai recato in visita a Bergamo e Brescia per vedere di persona cosa stava accadendo. Dopo, quando l’impellenza della ripresa economica e della riapertura delle scuole ha fatto dimenticare le persone ed il loro dolore. Ci saremmo attesi una commissione d’inchiesta parlamentare seria per prendere atto di quanto accaduto e capire dove il sistema abbia fallito”.

Niente di niente, il nulla cosmico

“Cosi come la commissione d’inchiesta di Regione Lombardia si è trasformata in una barzelletta, al punto che la nomina del suo presidente è avvenuta in sordina per nascondere la vergogna dei molti, moltissimi ritardi – concotnnano -. A parte il Presidente della Repubblica, nessuno di coloro che hanno gestito l’emergenza si e’ mai recato a Bergamo e Brescia alla luce del sole. Gli unici sono stati Fontana e Gallera solo perché convocati in Procura. Lo stesso Presidente del Consiglio Conte ha trovato il tempo per recarsi tre volte a Genova, una al Mose e persino ad altre manifestazioni pubbliche di minore importanza. Dove, presumiamo, era bene andare per questioni di immagine. A Bergamo e Brescia, dopo la visita notturna in orari in cui di solito passano solo metronotte e carabinieri, non si è mai più visto. Siamo cresciuti pensando che dei leader ci mettano sempre la faccia. Soprattutto quando le cose non vanno secondo quanto prestabilito”.

Conte e Fontana? Piccoli uomini

“Conte e Fontana, invece, si sono dimostrati dei piccoli uomini e ancora più piccoli politici più impegnati ad incolparsi a vicenda che a chiedere scusa. Figuriamoci a dimettersi. Ora sono alleati. Sono alleati nel loro silenzio su quanto successo in Lombardia durante l’emergenza. Per molto, ma molto meno, abbiamo assistito negli ultimi mesi alle dimissioni dei ministri della salute in Irlanda, Polonia, Repubblica Ceca, Israele e persino in Nuova Zelanda (dove i casi di coronavirus si contano sulle dita di una mano). Al contrario, quello che e’ successo in Lombardia ha terrificato il mondo. Ma da Governo e Regione dicono che rifarebbero tutto e che dormono sonni tranquilli. Nessun problema“.

Siamo noi la Commissione d’inchiesta

“Come comitato – vanno avanti Fusco e Locati -, NOI ci siamo organizzati con il pieno sostegno della società civile e ci siamo trasformati in commissione d’inchiesta. Abbiamo fatto emergere che l’Italia non aveva un piano pandemico aggiornato e, quando lo abbiamo fatto, dal Governo sono stati costretti a desecretare i verbali del CTS in cui questa gravissima omissione era piu’ e piu’ volte rimarcata. Abbiamo presentato alla magistratura centinaia di denunce per fare in modo che le falle del sistema emergessero senza fraintendimenti di sorta e potessero essere la base della riforma del sistema sanitario lombardo e nazionale. Ma soprattutto, per fare in modo che chi ha sbagliato, se ha sbagliato, dovesse pagare”.

Ci siamo fatti carico anche del dolore

“E, sempre mentre la politica era impegnata ad occuparsi di poltrone a suon di referendum ed elezioni, abbiamo pensato di farci carico del dolore delle nostre comunita’ dando vita ad una campagna informativa sui traumi psicologici post-covid che energeranno come una nuova epidemia nei prossimi mesi. Per questo abbiamo chiesto alla stampa di darci una mano a portare alla luce un tema di cui i palazzi sembrano non non essersi accorti. Ci hanno abbandonato prima, durante e dopo l’emergenza. Ma non importa – concludono -. Noi non abbiamo più bisogno di loro”.

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3 Commenti

  • MAXB ha detto:

    Vista la velocità di nomina di questa commissione, credo che l’utilità sia meno di zero….. Resto pessimista, però gli darei una possibilità, perciò vediamo quando chiuderanno i lavori e ci diranno le conclusioni. Grazie, saluti

  • ... ha detto:

    L’Italia é anche questo, un paese del quarto mondo.

  • al ha detto:

    “………Ci hanno abbandonato prima, durante e dopo l’emergenza. Ma non importa – concludono -. Noi non abbiamo più bisogno di loro……..”.

    Orgoglioso di essere bergamasco, orgoglioso di Voi del Comitato (NON MOLLATE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

    Alle prossime elezioni faremo sentire la voce dei Bergamaschi (e Bresciani)

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