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Cronaca

Caos vaccini in Lombardia, lettere dal territorio a Regione Lombardia

Lettere dalla Valle Seriana a Regione Lombardia per chiedere conto della caotica gestione dei vaccini anti covid che sta mettendo in difficoltà tante famiglie.

Sono due le lettere scritte e inviate nelle scorse ore dal territorio della Valle Seriana a Regione Lombardia relativamente al caos vaccini. Il sistema di prenotazione e di convocazione infatti sta facendo impazzire anziani e familiari costretti a districarsi tra sms che non arrivano, spostamenti di decine di chilometri e code di diverse ore. Anche Letizia Moratti, assessore al welfare, attraverso dei tweet ha sottolineato la necessità di rendere più efficiente la gestione di ARIA, l’Azienda Regionale per l’innovazione e gli Acquisti della Regione Lombardia. Messaggi, quelli della Moratti, che hanno fatto discutere visto che la società che gestisce i vaccini è di fatto un prolungamento della stessa Regione Lombardia.

Tornando alle lettere una è stata inviata al Presidente Attilio Fontana e all’assessore Moratti a firma di Flavia Bigoni, Presidente dell’Assemblea dei Sindaci dell’Ambito Distrettuale Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve porta l’attenzione sul grave ed ingiustificato disservizio relativo alla campagna vaccinale antiCovid per i residenti della Valle Seriana Superiore e della Valle di Scalve. In seguito il testo della lettera.

“Inaccettabile disservizio”

Gent. Presidente,
Con la presente lettera si vuole rendere pubblico l’inaccettabile, grave ed ingiustificato disservizio che i nostri Concittadini residenti nell’Ambito distrettuale 9 Alta Valle Seriana Superiore e Valle di Scalve stanno vivendo in questi giorni, in relazione alla campagna vaccinale antiCovid.

Da settimane abbiamo correttamente informato le persone residenti nella nostra zona, che raduna 24 Comuni montani, di aderire alla campagna vaccinale antiCovid, fermamente convinti della importanza e necessità di tale azione di prevenzione di massa contro il virus pandemico, ottenendo vasta e puntuale condivisione, nell’attesa della pianificazione delle convocazioni.

Nel frattempo si è collaborato alla costituzione, e sollecitata, la pronta attivazione del Punto Vaccinale a Clusone, capoluogo della nostra Valle, che dopo alterne vicende, si confida di poter attivare il 22/03/2021.
A fronte di tale imminente apertura numerosi nostri Concittadini si sono visti recapitare ieri, alla apertura delle agende, convocazioni presso Punti Vaccinali di San Giovanni Bianco, come noto, distante oltre 50 km dalle nostre zone di montagna, nella Valle Brembana.

Riteniamo pertanto inaccettabile tale convocazione, che se disattesa, inoltre, non consentirebbe neppure il mantenimento in priorità nella assegnazione al punto vaccinale di Clusone, naturale ed ovvio luogo di esecuzione. I nostri anziani, sin dai primi di febbraio 2021 hanno aderito con sollecitudine, confidando in una pronta comunicazione, che non vi è stata se non dopo settimane di attesa, e quando pervenuta, generando incredulità e rabbia. Siamo già penalizzati, come aree montane, per molte questioni (viabilistiche, dei servizi, la carenza dei medici di medicina generale sul territorio, etc…), e non possiamo tacere la nostra frustrazione, e lo sdegno che la gestione della piattaforma in essere induce!

Chiediamo pertanto, unanimemente, che Aria rimoduli con urgenza le convocazioni di tutti i residenti dell’Ambito 9 presso i punti vaccinali del nostro territorio, tenendo conto delle distanze reali e non in linea d’aria!
L’Alta Valle Seriana e Val di Scalve hanno già pagato a caro prezzo nel 2020 gli effetti della pandemia, e non possiamo accettare la situazione che si è creata, a distanza di un anno, per carenze organizzative o gestionali, pur consapevoli della complessità delle operazioni di pianificazione e di raccordo territoriale.

Confidando in un accoglimento della presente, ed in attesa di una risposta, si rinnova totale disponibilità alla collaborazione, con l’unica finalità condivisa di vaccinare quato prima, e quanto più persone possibili.

“Malfunzionamento di prenotazioni e somministrazioni in tutta la provincia di Bergamo”

Un’altra lettera a firma del consigliere regionale Jacopo Scandella e dell’assessore del comune di Bergamo Marcella Messina è indirizzata sempre alla Moratti e al presidente dei ATS Bergamo Massimo Giupponi e pone l’accento sui gravi disagi riscontrati a livello provinciale. Segue il testo della lettera.

“È dall’inizio della campagna vaccinale che ci giungono segnalazioni da tutta la provincia circa il malfunzionamento delle prenotazioni per la somministrazione del vaccino – con informazioni tardive o mancanti, convocazioni cancellate, lunghe distanze dalle sedi vaccinali. Il caos e il disappunto sono crescenti tra le persone, soprattutto per quelle più anziane costrette a trenta, quaranta, cinquanta chilometri di distanza o più (in alcuni casi anche fuori provincia) per raggiungere il centro vaccinale.
Alcuni esempi: una signora 83enne da Berbenno mandata ad Antegnate quando c’è un hub a Sant’Omobono; un 87enne di Locatello addirittura indirizzata a Lecco; chi dalla Valle Brembana si deve recare a Clusone o Chiuduno e viceversa dall’alto Sebino o dalla Valle Seriana fino a Sant’Omobono; una coppia da Varese, un altro da Schilpario a Trezzo d’Adda e si potrebbe continuare con centinaia di altri casi. Anche dal capoluogo tantissimi anziani vengono indirizzati non in città (nell’hub della Fiera) ma nella bassa con costi di trasporto per i comuni e le associazioni di volontariato subissate di richieste. Nel mentre, i volontari del trasporto sociale non sono stati ancora vaccinati.

È stato più volte affermato come la piattaforma regionale sia andata in tilt e non ci sia stata la capacità di apportare dei correttivi di emergenza per limitare le situazioni di disagio.

Sono passate però settimane da quando abbiamo scritto per la prima volta a Regione Lombardia, lamentando la situazione è reclamando soluzioni. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Vorremmo capire subito dall’assessore Moratti e da Guido Bertolaso quando la piattaforma verrà sostituita, quando l’organizzazione sarà pronta per accogliere un numero ancora superiore di persone con l’inizio della fase massiva di vaccinazioni. La piattaforma di Poste Italiane è collaudata per reggerla?

Non sarebbe auspicabile un’organizzazione meno centralizzata, magari su base provinciale, coinvolgendo pienamente i comuni e le loro anagrafi, sfruttando il rapporto diretto che questi hanno con le persone e i loro bisogni. Noi siamo a disposizione”.

Tutti i diritti riservati ©

9 Commenti

  • Olmo ha detto:

    Non scrivo nulla. Il rischio scrivendo qualcosa, sarebbe una sicura querela. Sono profondamente DISGUSTATO! Questo si, posso scriverlo.

    • al ha detto:

      Condivido il DISGUSTO !!!!!!!!!!!! e spero che a guerra finita, ci ricorderemo di tutto quanto è successo in quest’ultimo anno qui da noi, dalla iniziale mancata zona rossa, a tutto il resto !!!!!!!!!!!!!!
      Ci spero, ma temo che passerà senza alcuna conseguenza, come l’acqua del serio…..

      • X ha detto:

        Siamo da sempre un popolo senza Memoria, o per lo più con la Memoria molto molto corta.
        I Francesi festeggiano ancora bene la presa della Bastiglia, noi facciamo quasi fatica nel festeggiare il 25 Aprile. Spero di sbagliarmi, ma penso che tua premonizione non sia errata Al.

  • Manuel ha detto:

    Ricordo che giusto un anno fa ARIA era la stessa che acquistava DPI, respiratori & altro, che servivano come oro qui in valle, mandandoli invece a Varese, Como e altre parti dove al momento non c’era una vera e propria emergenza….dopo oltre un anno sono ancora qui a fere, gli stessi incompetenti, gli stessi danni…Mai sentito di una testa saltata in regione…cosa cazzo aspettiamo a farci sentire SUL SERIO

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