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Gabriele Laterza racconta Dante a Fiorano al Serio

Il docente Gabriele Laterza racconta Dante a Fiorano al Serio. Nell'occasione dei 700 anni dalla morte del sommo poeta Laterza terrà una lezione/spettacolo sul Canto V dell'Inferno

Un appuntamento su Dante, per i 700 anni dalla morte dello scrittore fiorentino, si terrà venerdì 6 agosto a Fiorano al Serio con Gabriele Laterza. Laterza è docente di liceo scientifico e di Terza Università, autore di progetti artistico-culturali in cui è anche voce recitante. Nella sua lezione/spettacolo “Con gli occhi di Dante” racconterà, con uno stile molto colloquiale, il Canto V dell’Inferno di Dante, quello di Paolo e Francesca. L’appuntamento è alle 21 al Parco Martinelli; in caso di maltempo, al teatro dell’Oratorio.

Gabriele Laterza racconta il Canto V dell’Inferno

Ecco anzitutto la narrazione del pauroso giudice infernale Minosse, che ascolta la confessione delle anime dei defunti dopo che hanno appena varcato la porta dell’inferno e che decide in quali dei cerchi infernali sono destinate per l’eternità a scontare la loro pena. 

Ed ecco poi la narrazione dell’ ambiente in cui Dante si trova: grida, bestemmie, lamenti, in un’atmosfera eternamente buia. Un ambiente in cui è protagonista una bufera “che mai non resta”; una bufera che travolge le anime per l’eternità. La metafora è evidente: come in vita quelle anime sono state travolte dalla bufera della loro passione, così in morte esse sono battute da una vera e propria bufera. Dante capisce da sé che si trova fra le anime dei lussuriosi, che sottomisero la passione d’amore alla ragione e ai principi morali. E Dante prova “pietà” per quelle anime dannate, prova cioè una sorta di turbamento. D’altra parte lui stesso, in gioventù, era stato travolto dalla passione per Beatrice, un amore vissuto fuori dal matrimonio: e ora può constatare quale sia il destino di coloro che vivono amori passionali, fuori da ogni regola.

Nella sua narrazione, Laterza racconta poi di due anime che procedono mano nella mano. Si tratta di due cognati, Paolo e Francesca, due personaggi storicamente vissuti negli anni di Dante. Il loro amore è da sempre simbolo di una passione senza confini e che si conclude con la morte violenta di Francesca Da Polenta da parte di suo marito Gianciotto Malatesta, signore di Rimini, che uccide anche suo fratello Paolo. Francesca è dunque esempio di un amore passionale e, nello stesso tempo, a voler usare termini odierni, di femminicidio

Così, da sempre, questo episodio d’amore, che parla di un fatto storicamente accaduto nella Rimini della seconda metà del Duecento, commuove lettori di ogni età e latitudine geografica: per la passione di cui parla e per la violenta fine di quella passione.

Nella seconda parte della lezione/spettacolo, in un crescendo di emozioni, Laterza propone la lettura scenica dell’intero Canto V dell’Inferno. Quel canto che narra di un amore spezzato dalla violenza di un uomo, ma che legò, e nella fantasia dei lettori lega per sempre, un uomo e una donna: Paolo e Francesca.

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