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Cronaca

Non solo Speranza: sulla gestione della pandemia si indaga a tutti i livelli

Gestione della pandemia: non solo Speranza, la Procura di Bergamo indaga a tutti i livelli. Indagini preliminari in chiusura per gli indagati ma restano ancora mesi di lavoro e la possibilità che ci siano nuovi avvisi di garanzia

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Ha fatto il giro del web la notizia – data in prim’ordine dal quotidiano Domani – riguardante le presunte bugie che il Ministro della Salute Roberto Speranza avrebbe raccontato ai magistrati bergamaschi. Ciò nel contesto dell’inchiesta sulla gestione della prima fase della pandemia. Nell’articolo, a firma di Francesca Nava, si legge una dichiarazione del Procuratore Capo di Bergamo, Antonio Chiappani, che – sentito riguardo all’audizione dello stesso Ministro – ha detto alla giornalista: “Il ministro Speranza non ha raccontato cose veritiere, anche questo dovremo valutare”.

Le presunte bugie del Ministro Speranza

Le cose non veritiere riguarderebbero i rapporti tra il Ministero e l’Oms riguardo al report dei ricercatori di Venezia, a cura di Francesco Zambon, pubblicato e fatto rimuovere in poche ore il 14 maggio 2020. A questo proposito risulta indagato per false dichiarazioni alla Procura Ranieri Guerra, ex Oms. Recentemente inoltre sono emerse delle chat tra il Ministro e Silvio Brusaferro (Presidente Iss) che non lasciano dubbio: Speranza, al contrario di quello che ha sempre dichiarato anche pubblicamente, non solo era a conoscenza del report che metteva in discussione l’operato dell’Italia nella gestione della primissima fase, ma avrebbe fatto delle pressioni per farlo rimuovere lamentandosi direttamente con il direttore europeo Oms, Hans Kluge.

La Procura: “E’ presto per parlare di avvisi di garanzia”

Una notizia, quella delle bugie (attribuibili anche all’ex premier Conte – non indagato – sempre in un articolo di Francesca Nava), che se confermata potrebbe portate al reato di falso. Una tesi che non viene né confermata né smentita dalla Procura. Raggiunto al telefono infatti, il dottor Chiappani, ha tenuto a precisare: “Quelle che abbiamo riscontrato nell’audizione del Ministro Speranza (sentito due volte tra il 2020 e l’inizio del 2021, ndr.) sono incongruenze, così come ne abbiamo appurate molte altre riconducibili ad altri soggetti a tutti i livelli. Non possiamo però ancora affermare che queste porteranno ad un’ipotesi di reato, questo perché resta ancora molto da fare”.

In un anno e mezzo di lavoro d’indagine infatti i magistrati, guidati dalla dottoressa Maria Cristina Rota, titolare dell’inchiesta, hanno sentito centinaia di persone. Al loro fianco la Polizia Giudiziaria che ha acquisito migliaia di documenti sia cartacei che digitali. Seppure la fase istruttoria relativa alle ipotesi di reato contestate agli attuali indagati si chiuderà entro gennaio, il lavoro dei magistrati continuerà ancora per mesi. Le risultanze della fase istruttoria infatti possono essere depositate dopo tempo e – qualora venissero iscritti nuovi indagati – le indagini potrebbero protrarsi ancora per 18 mesi. Ergo: si continuerà a lavorare sulla trascrizione e il confronto delle prove acquisite. Dunque, per degli eventuali avvisi di garanzia, si dovrà attendere ancora.

La mastodontica inchiesta di Bergamo: dalla Val Seriana, all’OMS

Va ricordato che la mastodontica inchiesta che oggi pone l’accento sul Ministro Speranza, è partita dalla bergamasca per l’ecatombe verificatasi tra marzo e aprile 2020. Precisamente l’indagine aperta ad aprile 2020 si è concentrata sulla gestione dell’ospedale di Alzano Lombardo e sulla mancata zona rossa di Nembro e Alzano. Sul capitolo dell’ospedale di Alzano Lombardo) la Procura di Bergamo ha individuato 5 indagati. Questi sono: l’ex DG della sanità regionale Luigi Cajazzo l’allora suo vice Marco Salmoiraghi, e una dirigente dell’assessorato Aida Andreassi. Iscritti nel registro pure Francesco Locati e Roberto Cosentina, il primo Direttore Generale della Asst Bergamo Est (di cui Alzano fa parte) e il secondo ex direttore sanitario ora in pensione. Il sesto indagato – come detto – è Ranieri Guerra.

Il capitolo del piano pandemico e il coinvolgimento di Speranza

Altro corposo capitolo è quello del piano pandemico nazionale fermo al 2006. Il focus su cui la Procura si sta concentrando, non è tanto il mancato aggiornamento del piano (questione che ha visto negli scorsi mesi un rimpallo di responsabilità tra tecnici ed ex Ministri), ma è quello di accertare se quel piano (vetusto ma ancora in vigore) dovesse obbligatoriamente essere applicato come legge dello Stato e perché così non è stato. Anche qui ovviamente entra in scena il Ministro Speranza e tutti i tecnici che a inizio 2020 avrebbero redatto un piano ad hoc di gestione del Covid (secretato) scegliendo consapevolmente di non attivare quello esistente. Piano che peraltro secondo la Procura era applicabile a qualsiasi malattia respiratoria di natura contagiosa, quindi anche al Covid. La questione del report di Zambon invece è stata trasferita per competenza a Venezia.

Quello che si augurano i cittadini della Val Seriana, zona più colpita d’Italia in termini di mortalità, e più ampiamente i bergamaschi, è che l’indagine – seppur lunga e complessa – possa restituire verità. Serve infatti fare luce sulle troppe ombre che hanno interessato la gestione della prima fase delle pandemia, soprattutto il Lombardia.

Gessica Costanzo

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3 Commenti

1 Commento

  1. Ivan

    30 Novembre 2021 at 9:03

    Vista l’aria che tira, temo che nessuno pagherà per quabnto successo, altrimenti certi personaggi sarebbero già stati messi da parte, invece sono ancora a decidere come e quando possiamo uscire di casa.

  2. Willy

    30 Novembre 2021 at 9:58

    Sarebbe da notificare al volo L avviso di garanzia visto che questo ministro Speranza è ANCORA ministro della SANITÀ e continua a muoversi x ogni interesse economico e per nulla sanitario

  3. Alberto

    30 Novembre 2021 at 12:38

    Eh sì, perchè per il resto Speranza è stato davvero irreprensibile (autopsie vietate, cure precoci negate, potenziamento ospedali mai fatto, uso monoclonali inesistente, etc. etc.)!

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