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Sindrome Post Covid: il Papa Giovanni capofila di uno studio innovativo

Sindrome Post Covid: il Papa Giovanni capofila di uno studio innovativo con un fondo Cariplo di 500mila euro

La ASST Papa Giovanni XXIII è capofila di uno dei quattro progetti di ricerca finanziati da Fondazione Cariplo nell’ambito del bando “Networking, ricerca e formazione sulla Sindrome Post Covid”. Il progetto “Multimodal assessment of persistent post-COVID condition at more than one year in East Lombardy. Patient-driven focus on high vulnerable populations”, che ha ricevuto un finanziamento di 500.000 euro, è coordinato da Maria Sessa, Direttore della Neurologia del Papa Giovanni, con la collaborazione delle unità di Malattie Infettive, Pneumologia, Neuroradiologia, Psicologia e Medicina Trasfusionale. Partners del progetto sono ASST Mantova, ASST Cremona, Fondazione per la Ricerca dell’Ospedale di Bergamo (FROM), Associazione Italiana Sclerosi Multipla Onlus (AISM) e Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati onlus (AIPA). 

L’obiettivo

L’obiettivo principale di questo progetto di ricerca multidisciplinare, che condivide con gli altri progetti selezionati da Fondazione Cariplo un approccio innovativo in linea con gli indirizzi previsti dal PNRR Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è aumentare e diffondere la conoscenza sul long-Covid, l’insieme dei disturbi e manifestazioni cliniche che permangono dopo l’infezione da Covid-19, a più di un anno di follow-up, sia nella popolazione generale sia nei soggetti altamente vulnerabili. Sebbene si possa prevedere che una percentuale rilevante di pazienti con long-Covid guarisca, non sono disponibili dati sul follow-up oltre i dodici mesi. Dati sulla persistenza a lungo termine del long-Covid saranno estremamente rilevanti per il processo di pianificazione e gestione strategica del sistema sanitario. 

La Lombardia orientale, che comprende le province di Bergamo, Mantova e Cremona, è stata la prima area colpita dall’epidemia di SARS-CoV-2 in Europa, alla fine di febbraio 2020. Alla fine di settembre 2020 le tre province rappresentavano più del 25% di tutti i pazienti colpiti da Covid-19 in Lombardia. L’alleanza tra le tre ASST offre quindi l’opportunità unica di includere una popolazione molto ampia, con il più lungo follow-up disponibile nei Paesi occidentali. La FROM Fondazione per la Ricerca dell’Ospedale di Bergamo contribuirà al progetto fornendo un supporto metodologico per l’analisi statistica e le attività di divulgazione. La partnership con l’Associazione Italiana Sclerosi Multipla e l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati, che sono ben rappresentate a Bergamo, Mantova e Cremona, risponde alla necessità di render conto dell’esperienza vissuta di pazienti altamente vulnerabili.  

“Ringraziamo Fondazione Cariplo per questo importante contributo, che sosterrà la nostra ricerca – ha dichiarato Maria Sessa, –. Ci siamo posti l’obiettivo di misurare la qualità e l’intensità della condizione post Covid-19 nella popolazione della Lombardia orientale e valutare l’andamento e gli esiti a lungo termine degli esami funzionali, di laboratorio e di imaging. Inoltre, vogliamo valutare l’eventuale presenza di un pattern specifico di sintomi in popolazioni altamente vulnerabili, come i pazienti con sclerosi multipla e quelli in anticoagulazione cronica. Integreremo i risultati derivati dagli obiettivi principali con i dati ottenuti dalla revisione della letteratura più recente e delle linee guida attuali delle società scientifiche e prepareremo del materiale informativo per tutti gli stake-holders. Oltre agli obiettivi principali, il progetto affronta la necessità di approcci multidisciplinari e multispecialistici alla valutazione e alla gestione, e intende creare un’alleanza tra gli specialisti che sia coerente con la recente riforma del sistema sociosanitario lombardo”.  

“Siamo grati a Fondazione Cariplo per avere selezionato il progetto che ci vede capofila – ha dichiarato Fabio Pezzoli, Direttore sanitario dell’ASST Papa Giovanni XXIII –. Ringraziamo anche tutte le unità ed i partner coinvolti.Si tratta di un percorso di ricerca multidisciplinare in cui crediamo molto, che ci permetterà di conoscere ancora più a fondo questa malattia.”

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